PORTA DELLA CARNIA
ROTONDA VIABILISTICA | AMARO (UD)
“Soglia territoriale.”
Tipologia: Infrastrutturizzazione di una rotonda viabilitstica
Luogo: Amaro (UD)
Anno di completamento: 2019
Stato: esecutivo
Superficie: ????? mq
Cliente: Carnia Industrial Park
Team: michielizanatta
IL PROGETTO IN SINTESI
La Porta della Carnia nasce come dispositivo di ingresso a un territorio identitario e riconoscibile. Non un edificio tradizionale, ma un segno infrastrutturale capace di marcare il passaggio tra ambiti geografici e culturali differenti. Il progetto lavora sul concetto di soglia, traducendolo in forma architettonica: un elemento misurato, leggibile, capace di dialogare con la scala ampia del paesaggio alpino.
OBIETTIVI PROGETTUALI
- Costruire un segno riconoscibile all’ingresso della Carnia.
- Tradurre l’idea di “porta” in linguaggio contemporaneo.
- Dialogare con il paesaggio montano senza sovrastarlo.
- Garantire leggibilità alla scala automobilistica.
- Integrare funzione infrastrutturale e valore simbolico.
STRATEGIA ARCHITETTONICA
- Segno essenziale – forma chiara e sintetica.
- Relazione con la scala alpina – proporzioni calibrate sul paesaggio.
- Materialità controllata – superfici solide e durevoli.
- Visibilità dinamica – percezione progettata per chi è in movimento.
- Soglia simbolica – infrastruttura trasformata in gesto identitario.
RISULTATO
La Porta della Carnia si presenta come un intervento misurato ma incisivo. Un segno che non cerca monumentalità retorica, ma costruisce riconoscibilità attraverso chiarezza formale e controllo proporzionale. Il progetto trasforma un punto infrastrutturale in momento di passaggio consapevole, restituendo valore simbolico a un attraversamento quotidiano.
/ SOGLIA
Ogni territorio ha un punto di ingresso.
La Porta della Carnia nasce dalla volontà di rendere visibile questo passaggio, trasformando un tratto infrastrutturale in dispositivo di consapevolezza.
La soglia non è solo fisica, ma culturale: segna il passaggio verso un paesaggio e un’identità riconoscibili.
/ PAESAGGIO
Il contesto è dominato dalla scala ampia delle montagne.
L’intervento non cerca competizione con il paesaggio alpino, ma costruisce una presenza misurata, calibrata sulle proporzioni naturali.
La relazione tra segno artificiale e orizzonte montano diventa parte integrante del progetto.
/ FORMA
La forma è sintetica, priva di elementi superflui.
L’architettura lavora per sottrazione, concentrandosi su proporzione e chiarezza.
Il gesto è controllato, essenziale, leggibile anche a distanza.
/ MOVIMENTO
Il progetto è pensato per essere percepito in movimento.
La velocità dell’automobile impone sintesi e riconoscibilità immediata.
Il segno deve essere chiaro in pochi secondi, senza ambiguità.
/ IDENTITA’
La Porta non è decorazione, ma dichiarazione territoriale.
Attraverso misura e controllo, l’infrastruttura diventa elemento simbolico capace di rafforzare l’immagine della Carnia.