Nel 2026 lo studio michieli… celebra ottant’anni di attività.

Una data precisa segna l’inizio di questo percorso: lunedì 6 aprile 1946, giorno in cui Ernesto Michieli si iscrive all’Albo degli Architetti di Udine con il numero 20.

Un atto formale, ma anche un punto di partenza concreto, che colloca l’origine dello studio all’interno di un momento storico in cui progettare significava contribuire direttamente alla ricostruzione del paese.

In quegli anni il progetto è prima di tutto strumento operativo, capace di rispondere a bisogni urgenti, costruire abitazioni, dare forma a un territorio che cerca stabilità e futuro.

Nel tempo, lo studio evolve e si struttura attraverso una dimensione familiare e professionale che trova una nuova forma nello studio Michieli & Visentini, composto da Cristiano Michieli e dalla moglie Attilia Visentini.

È una fase di consolidamento importante, profondamente legata al territorio: lo studio è attivamente impegnato nella ricostruzione successiva al sisma del Friuli, confrontandosi con un contesto complesso che richiede rapidità, competenza e responsabilità. In questi anni il progetto si misura con la necessità, ma allo stesso tempo costruisce una capacità operativa solida, capace di tenere insieme tecnica, costruzione e relazione con il contesto.

L’attuale configurazione dello studio michielizanatta nasce da questa eredità e la rilancia in una direzione contemporanea. Fondato da Tommaso Michieli insieme a Christian Zanatta, lo studio ridefinisce il proprio campo d’azione ampliando ambiti e prospettive.

Alla continuità si affianca una ridefinizione del ruolo dell’architettura, che oggi si muove tra ambiti diversi — dall’abitare agli spazi per il lavoro, fino alle architetture pubbliche — con un’attenzione crescente alla qualità dell’esperienza e alla dimensione culturale del progetto.

Accanto alla sede storica di Udine, lo studio apre una seconda sede a Treviso, costruendo una presenza che si estende tra Friuli e Veneto e che permette di lavorare su un territorio più ampio mantenendo un rapporto diretto con i contesti e le persone.

Operando tra Udine e Treviso, lo studio integra progetto, ricerca e comunicazione. In questo senso, il lavoro sviluppato attraverso architrip non è un’attività parallela, ma parte integrante del processo: la ricerca alimenta il progetto e il progetto restituisce forma alla ricerca.

L’immagine che accompagna questo testo è stata realizzata con strumenti di intelligenza artificiale. Non si tratta di una fotografia d’archivio, ma di una costruzione contemporanea che mette insieme, in modo intenzionale, persone e tempi diversi.
Un’immagine impossibile, che ci riunisce idealmente — generazioni, protagonisti, fasi dello studio — restituendo in un unico sguardo ciò che nella realtà è avvenuto nel tempo.

Guardare a questi ottant’anni significa quindi leggere una traiettoria fatta di continuità e trasformazioni.
Dalla necessità costruttiva del dopoguerra, alla ricostruzione post-sisma, fino a una condizione contemporanea in cui l’architettura diventa strumento per espandere le possibilità della vita quotidiana.

Più che una celebrazione, questo anniversario è un punto di partenza.

Una base solida da cui continuare a lavorare su un’architettura precisa, concreta e capace di evolvere nel tempo.